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  INPUNTADIFORCHETTA [ GASTROPOLITICS & SPICE ]
         


3 marzo 2010

Zaia, siamo a cavallo!

http://nomfup.wordpress.com/2010/03/03/cavalli-di-razza/




27 gennaio 2010

NoMFuP: Tony Blair di nuovo in campo

http://nomfup.wordpress.com/2010/01/27/alzare-i-tony/




13 gennaio 2010

La Grande Mela alla vaccinara

La Grande Mela alla vaccinara!

New York si innamora della cucina romana: se ne accorge anche il New York Times che dedica alla crescita esponenziale di ristoranti dedicati alla tradizione culinaria romana un lungo articolo "In New York Restaurants, the Rise of Rome".

Dimenticate le classiche proposte toscane, Manhattan è tutto un fiorire di ricette a base di quinto quarto, carciofi, porchetta e amatriciane.

Anche uno dei re mida della ristorazione newyorkese, Danny Meyer, cavalca l'onda aprendo un'Hostaria trasteverina, "Maialino", all'interno di uno dei hotel più posh di NY, il prestigioso Gramercy Park Hotel.




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8 gennaio 2010

VELARDI, SPIN, MARKETING & LIES

Sono tre giorni che Claudio Velardi imperversa sui giornali. Con la sua società “Reti” gestirà la comunicazione di Renata Polverini, candidata Pdl alla Regione Lazio e dopo il colpaccio, l’ex tante cose (da ultimo assessore al Turismo, fino a giugno, della giunta Bassolino in Campania), non fa altro che accettare interviste e discettare sulla nobile arte della comunicazione politica. Con due effetti: il ritorno in auge della parola Spin doctor sulla stampa quotidiana (da Repubblica a Il Secolo, passando per La Stampa e Il Tempo), e una sfacciata campagna marketing di auto promozione. Sembrano passati secoli dalle pur recenti definizioni People who live in the dark (Clare Short 1996), Nell’ombra per mestiere (Mauro Bottarelli 2006), Stregone della notizia (Marcello Foa 2006): Velardi, condendo lo spin in salsa tricolore (presenza, presenza presenza!) in questo avvio di campagna, con le sue continue esternazioni, sembra far ombra alla sua stessa candidata.

Prendendo, inoltre, un paio di rumorose topiche. Da quella in cui definisce Emma Bonino (La Stampa di ieri) una candidata “elitaria, laicista, liberista (sic!)…che non ha mai avuto responsabilità amministrative”: bucando clamorosamente la nomina, dal 1995 al 1999, quale Commissario Europeo responsabile della Politica dei Consumatori, della Politica della Pesca e dell’Ufficio Europeo per l’Aiuto Umanitario d’Urgenza e la carica di Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche europee del 2008.

A quella, più volte ribadita, di voler accettare (per curarne la comunicazione) anche un candidato di centrosinistra, purchè questo sia fuori dagli apparati e trasversale.

Ora, se nessuno discute il rispettabile Cv della ex sindacalista dell’Ugl, dando un’occhiata al suo comitato elettorale, una sorta di cintura di sicurezza formata dai referenti romani delle varie anime e correnti del Pdl - il senatore Andrea Augello, ex An corrente Destra Sociale (Alemanno), quale responsabile organizzativo, l' onorevole Beatrice Lorenzin, ex Forza Italia come portavoce, il senatore Fabio Rampelli, ex An corrente Destra Protagonista (Gasparri), responsabile dell' area delle associazioni, il senatore plenipotenziario della zona pontina (vedi vicenda Fondi) Claudio Fazzone, il senatore e presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, il deputato Gianni Sammarco, ex commissario romano di Forza Italia e attuale coordinatore del Pdl di Roma, Mario Canapini, sindaco di Fiumicino e l' onorevole Paolo Tuffi di Alleanza di Centro – tutto si può dire tranne che sia “fuori dagli apparati e trasversale”…..

 




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5 gennaio 2010

NoMFuP: il nuovo blog per la comunicazione politica

NoMFuP

un sito che si occupa di comunicazione politica si chiama NoMFuP (acronimo per “Not my f**ing problem) non può che essere un atto devozionale verso Malcolm Tucker, lo spin doctor della serie tv inglese The Thick of It, interpretato da Peter Capaldi e modellato, pare, su Alastair Campbell. Non è un fan club, neanche una webzine. Ma un blog collettivo che seleziona e aggrega notizie, video e analisi sul tema della comunicazione politica. In Italia e nel mondo. Chi collabora a NoMFuP? Una “nuvola” di esperti, giornalisti, addetti stampa, tutti accomunati dalla passione per come comunica la politica. E adesso, come direbbe Tucker, “come the f**k in or f**k the f**k off”.


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10 dicembre 2009

Vino: Non solo Brunello, lo scandalo si "allarga"

Un'agenzia Agi alle 11.25 ci informa che quello del Brunello "aggiustato" è solo la punta di un scandalo che sembra avere proporzioni più ampie.

Ecco in sintesi quanto scoperto dall'azione congiunta a contrasto delle frodi sul commercio del vino di Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Siena, in collaborazione con l' Ispettorato del Ministero delle politiche agricole -
(ICQ-RF): Dopo il Brunello l'attenzione si è spostata  su altre tipologie, come il Chianti DOCG e l' IGT toscano. E' risultato che sono stati  reperiti sul mercato delle enormi quantita' di vino non rispondente al disciplinare (IGT o DOCG), talvolta addirittura di bassissima qualita', che sono stati poi miscelati con dei vini da taglio e poi assemblati per un quantitativo stimato pari a circa 10 milioni di litri, poi essere rivenduti sul mercato con denominazioni di pregio
(tra cui, di nuovo, anche Brunello e Rosso di Montalcino).  il GIP presso il Tribunale di Siena ha accolto le richieste di sequestro preventivo avanzate per le ipotesi di reato di associazione a delinquere e frode in commercio aggravata. 17 gli indagati, dislocati in varie regioni (Toscana, ma anche Abruzzo, Trentino, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna), tra enologi, imprenditori vinicoli - qualcuno, ci informa la nota - di rilievo internazionale. 42 le aziende vinicole interessate presso cui sono state eseguite altrettante perquisizioni e sequestri.

 




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20 ottobre 2009

GUIDA DEI VINI D’ITALIA 2010, TRE I VINI PREMIATI DEL LAZIO

Presentata all’Auditorium del Massimo di Roma la ventitreesima edizione della guida Vini d’Italia 2010 del Gambero Rosso. Tante le novità di quest’anno, a cominciare dalla fine della collaborazione con Slow Food, con cui il Gambero Rosso ha firmato tutte le passate edizioni, al record di segnalazioni e assaggi con 2253 aziende recensite per un totale di 18mila vini. Altre due novità riguardano il metodo di valutazione, dove ai celebri Tre Bicchieri, simbolo dell’eccellenza, si affiancano quest’anno i Tre Bicchieri Verdi (ben 75), vini prodotti nel rispetto dell’ambiente, e i Tre Bicchieri Plus (31), vini che il direttore del Gambero Rosso, Daniele Cernilli ha apprezzato particolarmente tra i vini premiati. Questi, che si fregiano dell’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri, nell’edizione 2010 raggiungono il numero record di 391. Tra questi si aggiudicano i premi speciali: per il vino rosso dell’Anno, il Gattinara Osso San Grato
’05 dell’azienda Antoniolo,  per il bianco, il Fiano di Avellino ’08 di Colli di Lapio, per le bollicine, il Trento Altemasi Graal ris. ’02 di Cavit, per il dolce, il Colli Piacentini Vin Santo Albarola Val di Nure ’99 di Conte Barattieri, per il miglior rapporto qualità/prezzo, il Molise Aglianico Contado ris. ’07 di Majo Norante, per la cantina dell’Anno, Bruno Giacosa, per la cantina Emergente, Gallegati, enologo dell’Anno è Roberto Ferrarini e il viticoltore dell’Anno è Gianfranco Fino.  Tra le regioni premiate in testa il Piemonte, con 84, seguito dalla Toscana, con 60, Veneto a 34, Friuli a 31 e Alto Adige 24. Seguono la Sicilia e la Lombardia a 18, la Campania a 16, le Marche a 15, Emilia-Romagna a 14, Abruzzo 13, Puglia 12, Sardegna e Trentino 11, Umbria 9, Liguria e Valle d’Aosta 6, Lazio e Basilicata 3, Calabria 2 e Molise 1.
Il Lazio con tre riconoscimenti aumenta di uno, rispetto allo scorso anno, la sua dotazione di Tre Bicchieri. I premiati sono il Montiano ’07 dell’azienda Falesco, il Grechetto Poggio della Costa ’08 di Sergio Mottura, entrambi nella provincia di Viterbo, a cui si aggiunge la novità del Cesanese del Piglio Romanico ’07 di Antonello Coletti Conti, prima volta assoluta di un premio per la denominazione, recentemente promossa a Docg, Cesanese del Piglio.

 


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29 settembre 2009

RITRATTO DI UN FOODIE ITALICO IN UN INTERNO

 

Non più un’elite di gourmand del cibo ed esperti del buon bere. I foodies – termine consacrato 25 anni fa nel The Official Foodie Handbook di Paul Levi e Ann Barr - in Italia sono circa 4,5 milioni di persone, il 9,8% della popolazione (compresa tra i 15 e 74 anni), con una crescita al ritmo di 250.000 persone l' anno. Questo il, non tanto, sorprendente risultato della ricerca Negroni/GPF, sugli appassionati di cucina e vino in Italia che ha coinvolto 1.531 interviste, raccolte con metodo cati e cawi, su un target rappresentativo di
italiani di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Predominanza maschile (65,% contro il 34,5% delle donne), concentrati in una classe di età compresa tra i 25 e 54 anni, i foodies italici hanno un reddito medio-alto e titolo di studi superiore. Se la metà circa (53%) sono rappresentati da coppie con figli, la concentrazione è sopra la media tra i single e nelle coppie senza figli, con una concentrazione nel nordovest del Paese e una bassa penetrazione nel centro Italia. Dalla ricerca GPF esce il profilo di un foodie fortemente interessato alle cene fuori casa, alla qualità nel cibo e del vino, al turismo enogastronomico, alle trattorie e all'aperitivo/happy hour, al mangiare etnico e alla polisensorialità del cibo. Sono per il pasto completo e fanno più dei non foodies la prima colazione, sono attenti alla forma fisica, sono curiosi e sperimentalisti. Adorano internet, leggono libri, riviste di cucina e guardano i programmi dedicati al cibo in tv. Meno conservatori e tradizionalisti a tavola, considerano il mangiare "uno dei piaceri più importanti della vita". Il mangiare è infatti per i foodies soprattutto "un piacere da condividere con gli altri" (69,4%) e una "passione, ricca di significati ed esperienze" (64,2%). Mentre per il resto degli italiani che non si riconoscono in questa definizione, il mangiare è soprattutto "fonte di energia e nutrienti indispensabili" (66,2%) e poter "mangiare quello che mi piace" (54,3%).
Sono maggiormente disposti (82,4%, contro 54,1% della media dei nostri connazionali) a spendere di più per alcuni prodotti alimentari di alta qualità. Sono anche attenti all' elenco degli ingredienti riportato in etichetta (91,5%), all' origine territoriale geografica del prodotto (89,8%) e alla presenza di marchi di tutela (Dop, IGP, Doc, Docg). Se per la spesa preferiscono, come la maggior parte degli italiani, il supermercato (87%), i foodies, per contro, sono anche grandi frequentatori dei negozi tradizionali di salumeria e gastronomia (29,7% contro 15,1% dei non foodies), di quelli specializzati in alimenti tipici (31%, contro 15,1%) e dei mercati rionali (21,8% contro 13,6%). Una delle attività più tipiche degli appassionati del cibo è l' invito a cena (o a pranzo) di amici o conoscenti a casa propria. La frequenza è molto alta: il 43,4% dei foodies (contro il 26,7% degli
italiani) lo fa da 2 a 4 volte al mese. Le fonti di informazione preferite sono il “passaparola" (59%), i libri "di cucina e ricette" (45,9%) e internet. Sette foodies su dieci (contro appena il 33,2% dei non foodies) utilizzano frequentemente internet per visitare/consultare siti dedicati all' alimentazione, a vini, birra o altre bevande o per scegliere itinerari enogastronomici. L' 11,3% partecipa a blog o a gruppi di discussione su temi inerenti al cibo o alla cucina. Tra le guide dei ristoranti quella preferita è quella del Gambero Rosso (52%), seguita dalla mitica e intramontabile Michelin (45,3%), da quella de l' Espresso (37,1%) e del Touring Club (36,9%). Le riviste più lette, invece, sono 5: nell' ordine, ancora una volta il Gambero Rosso (59,2%), tallonata però da Donna moderna (57,5%) da Cucina Italiana (56,7%), da Sale e pepe (56%) e da Viaggi e Sapori (42,4%). Mentre i programmi televisivi più seguiti sono, nell' ordine, la "Prova del cuoco" (56%), "Linea verde" (50,8%), "Mela verde" (35,6%), "Gusto" (33,6%) del Tg5, "Eat Parade" (29,3%) del Tg2, "Gambero Rosso Channel" (28,2%), "Terra e sapori" (26,1%) del Tg1 e "Chef per un giorno" (20,9%) di La7.
 


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28 settembre 2009

Roma 2010 del Gambero Rosso

Edizione del ventennale per la guida “Roma del Gambero Rosso 2010” presentata martedì 22 settembre alla Città del Gusto dal direttore generale del Gambero Rosso, Luigi Salerno, dall’assessore regionale all' Agricoltura Daniela Valentini e dal commissario straordinario Arsial, Fabio Massimo Pallottini. Tante le novità, a partire dai due nuovi curatori Clara Barra e Giancarlo Perrotta, per una guida che recensisce mille indirizzi fra ristoranti, trattorie, wine bar, birrerie, pizze a taglio, caffè, bar e negozi di specialità alimentari.

Nonostante la crisi, la Capitale si conferma una città dinamica, aperta al nuovo, tanto da proporre soluzioni innovative ed intelligenti che coniugano la qualità a prezzi alla portata di tutii. Si spiega così la vitalità del settore della ristorazione con oltre 50 novità rispetto allo scorso anno. Ed è per questo che quest’anno è nato il premio Innovazione, riservato ai locali, siano essi ristoranti o negozi, che presentano la formula più originale, per forma e contenuto. Il riconoscimento è andato al ristorante Open Colonna, alla pizzeria La Fucina e alla gelateria V-Ice. 
Tra i ristoranti c’è un solo nome al vertice. Heinz Beck de La Pergola de l’Hotel Rome Cavalieri con tre forchette (simbolo dell’eccellenza) e il punteggio di 93/100 si conferma come il migliore ristorante romano e tra i migliori d’Italia. Balza in seconda posizione il Pagliaccio di Roma con 88 (+2). Appena dietro incalzano Le Colline Ciociare di Acuto (Frosinone) con 87, mentre con 86  si conferma La Trota di Rivodutri (Rieti) che viene affiancata dalla new entry Open Colonna di Roma.
Ventinove (uno in più rispetto alla guida 2009) i ristoranti che raggiungono le due forchette, punteggio minimo 80/100, con netta prevalenza della provincia sulla città (18 a 11). Tre le new entry: Glass Hostaria, All’Oro, Romolo al Porto di Anzio e The Cesar, il ristorante dell’hotel Posta Vecchia di Palo Laziale.
Si aggiudicano l’importante premio qualità/prezzo quattro locali: 3 a Roma (Mamma Angelina, La Barrique e Le Tre Zucche) e 1 in provincia (L’Angolo Divino a Cassino). Nessun locale quest’anno viene premiato con i Tre Gamberi, la speciale graduatoria riservata alle trattorie,  mentre si aggiudicano le Tre Bottiglie, riconoscimento per il miglior wine bar, Roscioli a Roma e Del Gatto a  Anzio.
Sei i premi speciali "Provincia di Roma" per la valorizzazione delle realtà più interessanti del territorio e consegnati, durante la presentazione della guida, dal direttore del Dipartimento Servizi per le imprese e lo sviluppo economico della Provincia di Roma, Giampaolo Manzella: per il “giovane ristoratore emergente" al ristorante All’Oro di Roma, per la “migliore cantina del territorio” alla Locanda Lai di San Vito Romano, come "miglior artigiano del territorio" alla pizzeria Acquolina di Roma, alla panetteria Pascucci di Canale Monterano, alla gelateria Gori di Roma e alla pasticceria Pompi di Roma.
Sempre nell’ottica della valorizzazione del patrimonio gastronomico, visto come prezioso veicolo turistico a livello regionale, sono due le iniziative nate dalla collaborazione tra il Gambero Rosso e la Regione Lazio. La prima è la guida “Lazio in Tavola, la guida per il turista curioso e goloso” , che viene allegata gratuitamente a Roma 2010. La seconda è il progetto “Bonus Lazio” con cui vengono segnalati i ristoranti (54 in tutto), che offrono prodotti enogastronomici tipici di provenienza regionale.




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18 settembre 2009

la Bolla e lo Champagne

 

La crisi continua a menare fendenti in ogni direzione. Poteva rimanerne immune il Re dei vini, le bollicine più ricercate (e vendute) del mondo, in poche parole lo Champagne? Sinceramente no, ma l’inizio (la scorsa settimana) della vendemmia 2009 ha coinciso con i report sui dati di vendita dell’ultimo anno: un’ecatombe di cifre in rosso tutte con segno meno.

Dalle 339 milioni di bottiglie vendute nel 2007 si dovrebbe scendere alle 260 milioni di bottiglie di quest’anno. Nei primi 6 mesi dell’anno le vendite a livello mondiale sono calate del 19%. Nella sola Gran Bretagna, uno dei principali mercati dello Champagne, il consumo è del -40% rispetto all’inizio del 2008.

Sommersi dalla recessione e da tante bollicine – nelle cantine strapiene sono stipate qualcosa come più di un miliardo di bottiglie, l’equivalente di quasi 3 anni di fornitura mondiale – piccoli e grandi produttori della prestigiosa zona vinicola si sono trovati a scegliere tra due strade alternative ed entrambe rischiose: il taglio dei prezzi o la riduzione della produzione. Prestigio e Allure costruito nei secoli non hanno prezzo, ecco allora che la scelta è caduta sul taglio, drastico, della produzione 2009. Una vera ghigliottina:  quest’anno poco più di un quarto dei grappoli di Pinot noir, Meunier e Chardonnay (i vitigni classici con cui si produce lo Champagne), l’equivalente di circa 100 milioni di bottiglie, non verranno raccolti ma rimarranno a seccare sui tralci….Sperando che la Bolla evapori!

 


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