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18 settembre 2009

la Bolla e lo Champagne

 

La crisi continua a menare fendenti in ogni direzione. Poteva rimanerne immune il Re dei vini, le bollicine più ricercate (e vendute) del mondo, in poche parole lo Champagne? Sinceramente no, ma l’inizio (la scorsa settimana) della vendemmia 2009 ha coinciso con i report sui dati di vendita dell’ultimo anno: un’ecatombe di cifre in rosso tutte con segno meno.

Dalle 339 milioni di bottiglie vendute nel 2007 si dovrebbe scendere alle 260 milioni di bottiglie di quest’anno. Nei primi 6 mesi dell’anno le vendite a livello mondiale sono calate del 19%. Nella sola Gran Bretagna, uno dei principali mercati dello Champagne, il consumo è del -40% rispetto all’inizio del 2008.

Sommersi dalla recessione e da tante bollicine – nelle cantine strapiene sono stipate qualcosa come più di un miliardo di bottiglie, l’equivalente di quasi 3 anni di fornitura mondiale – piccoli e grandi produttori della prestigiosa zona vinicola si sono trovati a scegliere tra due strade alternative ed entrambe rischiose: il taglio dei prezzi o la riduzione della produzione. Prestigio e Allure costruito nei secoli non hanno prezzo, ecco allora che la scelta è caduta sul taglio, drastico, della produzione 2009. Una vera ghigliottina:  quest’anno poco più di un quarto dei grappoli di Pinot noir, Meunier e Chardonnay (i vitigni classici con cui si produce lo Champagne), l’equivalente di circa 100 milioni di bottiglie, non verranno raccolti ma rimarranno a seccare sui tralci….Sperando che la Bolla evapori!

 


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permalink | inviato da INPUNTADIFORCHETTA il 18/9/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



15 aprile 2009

Food Trend 2009: Champagne, Il Cristal fa Crack!

 

Mentre la crisi finanziaria azzanna anche il comparto vini di qualità (per le vendite En Primeur dell’annata 2008 dei famosi châteaux di Bordeaux si parla di un ribasso medio del 30% rispetto all’annata precendente, con veri e propri “bargain” come il Château Angelus a 50 euro, il 40% in meno del 2007…) c’è una notizia che sta mandando in fibrillazione il dorato, e finora intoccato, mondo dei Champagne d’alta gamma.
Semplicemente il Cristal è Out!
La “Scossa” è arrivata, naturalmente, dalle lussuose ville con piscina di Hollywood e dintorni. Dimenticatevi d’ora in poi feste e party dove le magnum di Cristal, le costose bottiglie da un litro e mezzo della Cuvee della Roederer, erano il naturale compendio della serata, al pari dello stiletto vertiginoso, del decoltè mozzafiato e del nuovo ritocco ringiovanente.
Quello che quasi due decenni è stato il simbolo stesso dello stile di vita Bling Bling (immortalato in centinaia di foto in ville o yacht, e video di star dell’Hip Hop) è ora improvvisamente, quanto rapidamente caduto in disgrazia.
Al suo posto un autentico underdog, un vero sconosciuto del panorama degli Champagne di prestigio: la cuvee Ace of Spade della Armand de Brignac. L’azienda familiare, presieduta da Jean-Jacques Cattier, con un intelligente azione di marketing è riuscita in poco più di tre anni a scalzare mostri sacri quali Krug e Dom Perignon.
Il segreto di tale bruciante successo è nell’ammiccante restyling dell’etichetta: la bottiglia si caratterizza infatti per l’enorme asso di spada in feltro che rende l’etichetta di sicuro ed immediato impatto.
Non per niente i re del Bling e dell’eccesso vistoso, i rapper Jay-Z e P.Diddy, l’hanno immediatamente eletto loro “compagno di avventure” e prossimo protagonista dei video delle loro prossime canzone, e celebrità come George Clooney e David Beckam sono state “pizzicate” con flûte targate Ace of Spade.
Così mentre aziende storiche dello Champagne vedono contrarsi pericolosamente il loro mercato (Piper-Heidsieck ha appena comunicato un calo del 34% delle vendite nel bimestre gennaio-febbraio 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008), l’intera produzione annuale della Armand de Brignac, circa 60.000 bottiglie, è andata letteralmente a ruba.

 

 



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