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29 settembre 2009

RITRATTO DI UN FOODIE ITALICO IN UN INTERNO

 

Non più un’elite di gourmand del cibo ed esperti del buon bere. I foodies – termine consacrato 25 anni fa nel The Official Foodie Handbook di Paul Levi e Ann Barr - in Italia sono circa 4,5 milioni di persone, il 9,8% della popolazione (compresa tra i 15 e 74 anni), con una crescita al ritmo di 250.000 persone l' anno. Questo il, non tanto, sorprendente risultato della ricerca Negroni/GPF, sugli appassionati di cucina e vino in Italia che ha coinvolto 1.531 interviste, raccolte con metodo cati e cawi, su un target rappresentativo di
italiani di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Predominanza maschile (65,% contro il 34,5% delle donne), concentrati in una classe di età compresa tra i 25 e 54 anni, i foodies italici hanno un reddito medio-alto e titolo di studi superiore. Se la metà circa (53%) sono rappresentati da coppie con figli, la concentrazione è sopra la media tra i single e nelle coppie senza figli, con una concentrazione nel nordovest del Paese e una bassa penetrazione nel centro Italia. Dalla ricerca GPF esce il profilo di un foodie fortemente interessato alle cene fuori casa, alla qualità nel cibo e del vino, al turismo enogastronomico, alle trattorie e all'aperitivo/happy hour, al mangiare etnico e alla polisensorialità del cibo. Sono per il pasto completo e fanno più dei non foodies la prima colazione, sono attenti alla forma fisica, sono curiosi e sperimentalisti. Adorano internet, leggono libri, riviste di cucina e guardano i programmi dedicati al cibo in tv. Meno conservatori e tradizionalisti a tavola, considerano il mangiare "uno dei piaceri più importanti della vita". Il mangiare è infatti per i foodies soprattutto "un piacere da condividere con gli altri" (69,4%) e una "passione, ricca di significati ed esperienze" (64,2%). Mentre per il resto degli italiani che non si riconoscono in questa definizione, il mangiare è soprattutto "fonte di energia e nutrienti indispensabili" (66,2%) e poter "mangiare quello che mi piace" (54,3%).
Sono maggiormente disposti (82,4%, contro 54,1% della media dei nostri connazionali) a spendere di più per alcuni prodotti alimentari di alta qualità. Sono anche attenti all' elenco degli ingredienti riportato in etichetta (91,5%), all' origine territoriale geografica del prodotto (89,8%) e alla presenza di marchi di tutela (Dop, IGP, Doc, Docg). Se per la spesa preferiscono, come la maggior parte degli italiani, il supermercato (87%), i foodies, per contro, sono anche grandi frequentatori dei negozi tradizionali di salumeria e gastronomia (29,7% contro 15,1% dei non foodies), di quelli specializzati in alimenti tipici (31%, contro 15,1%) e dei mercati rionali (21,8% contro 13,6%). Una delle attività più tipiche degli appassionati del cibo è l' invito a cena (o a pranzo) di amici o conoscenti a casa propria. La frequenza è molto alta: il 43,4% dei foodies (contro il 26,7% degli
italiani) lo fa da 2 a 4 volte al mese. Le fonti di informazione preferite sono il “passaparola" (59%), i libri "di cucina e ricette" (45,9%) e internet. Sette foodies su dieci (contro appena il 33,2% dei non foodies) utilizzano frequentemente internet per visitare/consultare siti dedicati all' alimentazione, a vini, birra o altre bevande o per scegliere itinerari enogastronomici. L' 11,3% partecipa a blog o a gruppi di discussione su temi inerenti al cibo o alla cucina. Tra le guide dei ristoranti quella preferita è quella del Gambero Rosso (52%), seguita dalla mitica e intramontabile Michelin (45,3%), da quella de l' Espresso (37,1%) e del Touring Club (36,9%). Le riviste più lette, invece, sono 5: nell' ordine, ancora una volta il Gambero Rosso (59,2%), tallonata però da Donna moderna (57,5%) da Cucina Italiana (56,7%), da Sale e pepe (56%) e da Viaggi e Sapori (42,4%). Mentre i programmi televisivi più seguiti sono, nell' ordine, la "Prova del cuoco" (56%), "Linea verde" (50,8%), "Mela verde" (35,6%), "Gusto" (33,6%) del Tg5, "Eat Parade" (29,3%) del Tg2, "Gambero Rosso Channel" (28,2%), "Terra e sapori" (26,1%) del Tg1 e "Chef per un giorno" (20,9%) di La7.
 


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permalink | inviato da INPUNTADIFORCHETTA il 29/9/2009 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



16 gennaio 2008

E la disfida "Amatriciana" fini sul New York Times...

Amatrice o Roma? Guanciale (pillow...) o pancetta (bacon)? Cipolla o non cipolla? La disfida "Amatriciana" varca i confini laziali e finisce dritta dritta sul New York Times.
Ai bucatini l'ardua sentenza



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